Qualche anno fa ho frequentato un corso di ritratto fotografico tenuto in modo magistrale da Moreno Segafredo presso l’associazione no-profit Artelier di Padova. Era un corso introduttivo al ritratto e personalmente ho apprezzato tantissimo la carrellata iniziale di diapositive con cui abbiamo ripercorso la storia di questa disciplina e le varie tendenze che si sono sviluppate ed evolute nel tempo. Ad ogni modo durante la parte pratica abbiamo usato luci e modificatori da studio, un ottimo equipaggiamento professionale, ma decisamente fuori budget per iniziare a sperimentare nel salotto di casa, ho iniziato quindi a cercare alternative economiche per compiere i primi passi.
In questo articolo cercherò di riassumere i punti principali delle mie ricerche e prove, sperando che possano essere di aiuto a chi si trova ad avere molta voglia di sperimentare ma il portafoglio vuoto.

Fonti di informazione
Il sito di riferimento è sicuramente Strobist, una comunità molto vivace e prodiga di consigli pratici. Un’altra fonte di informazioni sono i video tutorial, dei corsi a portata di telecomando. Ne voglio segnalare uno in particolare perché concentrandosi su un’unica luce a mio parere è molto adatto all’inizio: OneLight Workshop DVD di Zack Arias. Un blog molto interessante da sfogliare è Fashion Photography Blog. Infine segnalo l’enorme comunità di Flickr, qui basterà cercare un argomento specifico per trovare idee e soluzioni brillanti. Un gruppo italiano a tema ad esempio è Il Ritrattista, ma se ne trovano tantissimi altri, specialmente se l’inglese non è un problema.
Lista della spesa
- disco riflettore
- cavalletto
- flash portatili hot-shoe
- batterie ricaricabili
- kit radio trigger / fotocellule / cavi pc-sync
- stativi per luci + accesori
- ombrello bianco traslucido
- softbox
- griglie di vario tipo
- gelatine colorate
Disco riflettore

Questo accessorio è davvero molto utile, forse varrebbe la pena di iniziare a costruire lo studio partendo proprio da qui, per questo l’ho messo in cima alla lista. Con il disco riflettore infatti possiamo già iniziare a modificare la luce ambiente, sia essa naturale o artificiale. E’ molto utile ad esempio nelle giornate di sole per schiarire le ombre e verrà molto utile anche con i flash. Vale la pena prenderne uno molto grande, ad esempio da un metro di diametro, e che abbia 5 funzioni in uno. Le superfici più usate saranno in ogni caso il bianco, l’oro e l’argento, quindi anche 3 in 1 va bene. Sarebbe utile avere anche un supporto dedicato che consenta di orientarlo facilmente in qualsiasi direzione, in alternativa bisognerà chiedere aiuto a qualcuno oppure improvvisare sostegni di ogni tipo.
Cavalletto
Non è indispensabile, ma può essere utile per posizionare uno dei flash, usualmente quello per lo sfondo, oppure per sorreggere la macchina fotografica mentre si modificano le impostazioni e le posizioni dei vari flash. In questo modo inoltre si evita di cambiare inquadratura, comodo specialmente per lo still life. Un qualsiasi cavalletto andrà bene, basta accertarsi di due cose: che sia in grado di sostenere il peso dell’attrezzatura e che arrivi ad altezza occhi (del soggetto). Il peso del cavalletto non è assolutamente importante, meglio anzi che sia stabile per assorbire eventuali urti accidentali.
Flash Hot-Shoe

Qui la scelta è ampia, consiglio dei flash non troppo vecchi e possibilmente che siano tutti uguali. Devono funzionare in manuale ed è bene che abbiano un buon numero di regolazioni. Raramente uso 1/32, di solito non vado oltre 1/8, ma in certe situazioni anche 1/64 può venir utile. In genere il fattore più limitante di questi flash semmai è la potenza, perchè se si scatta all’aperto e di giorno anche il più potente dei flash può non essere sufficiente e spesso i professionisti ricorrono a due o più unità sparate contemporaneamente. Occorre quindi dotarsi di qualcosa con un numero guida elevato, sopra i 45-50 GN è accettabile, specialmente visto che in genere le prime sperimentazioni si fanno in locali chiusi.
E’ bene anche valutare sin dall’inizio come si intende controllare il flash: tramite trasmettitore wireless, fotocellula o cavi pc-sync, in modo da cercare un modello che abbia i connettori necessari, in generale esistono comunque degli accessori per risolvere i problemi più comuni.
Alcune marche (Canon, Nikon, Sony) hanno già integrato un sistema wireless di comunicazione tra macchina fotografica e flash, ma in questo caso i dati vengono scambiati otticamente durante il preflash, con tutte le limitazioni del caso. Il sistema CLS (Creative Lighting System) di Nikon in particolare è molto evoluto e consente di dividere i flash in 3 gruppi dei quali è possibile impostare la potenza comodamente attraverso la macchina fotografica. Bisogna però dotarsi di flash di ultima generazione, che incidono notevolmente sul costo finale.
Benchè per iniziare sia sufficiente anche un solo flash, forse varrebbe la pena procurarsi fin dall’inizio almeno 2 unità uguali alle quali va aggiunta una terza più moderna, da usare anche in TTL montato sulla macchina, quando necessario in altri contesti. Con tre luci si ha la possibilità di realizzare decisamente un buon numero di illuminazioni diverse.
Batterie ricaricabili
E’ fondamentale procurarsi almeno un pacco di batterie ricaricabili per ogni flash, preferibilmente del tipo Low Self Discharge Ni-MH, e di un buon carica batterie rapido, visto che il numero di batterie da ricaricare è consistente.
Radio Triggers

I cavi sono molto economici ma allo stesso tempo occupano spazio prezioso in borsa, si danneggiano facilmente e intralciano molto il lavoro in fase di setup della scena.
Le fotocellule (anche peanuts, optical slave) funzionano perfettamente al chiuso mentre hanno grosse limitazioni all’aperto, inoltre quelle economiche non distinguono tra flash vero e proprio e pre-flash, rendendoli inutilizzabili se non si ha un’unita che lavori in manuale (quindi senza preflash) come flash pilota. Alcuni flash Nikon hanno la fotocellula integrata, il che ne aumenta la versatilità e riduce il numero di accessori da portare in giro, montare e smontare.
La soluzione più tecnologicamente avanzata consiste nel dotarsi di wireless triggers, i più economici sono i Cactus (ultima versione) mentre i più famosi e costosi sono i Pocket Wizard. Una via di mezzo sono gli Elinchrom ELS Skyport Transmitter + Universal Receiver. Alcuni modelli trasmettono solo il segnale di scatto, mentre altri più evoluti replicano tutti i segnali permettendo di usare i flash compatibili in TTL, ad esempio i Radiopoppers. Ci sono poi quelli dalle dimensioni ridottissime: MicroSync Digital.
Stativi per le luci ed accessori
Come per il treppiede non ha senso segnalare un modello specifico (basta cercare “stativo luci” o “light stand” nel web), piuttosto vorrei far presente alcune caratteristiche che devono soddisfare. La priorità deve essere data alla portabilità, quindi dimensioni da chiusi e peso sono i primi aspetti da considerare. La robustezza interessa relativamente poco perché l’attrezzatura usata è relativamente leggera, anzi, ci sarà il problema all’aperto di impedire al vento di rovesciarla. Molto più importante invece è l’altezza massima raggiungibile, che non dovrebbe essere inferiore ai 2-2.5 metri, meglio se almeno uno supera i 3 metri, sarà indispensabile per la luce ad effetto. Non devono essere per forza tutti uguali, consiglio una coppia da 2.3 metri più uno da 3 metri. Potrete sempre decidere volta per volta quali portare con voi e quali lasciare a casa.
Più difficili da trovare, per lo meno nei negozi vicino a casa, sono gli accessori indispensabili per collegare e posizionare correttamente flash e modificatori (softbox, ombrello, …) allo stativo. Sarà sicuramente necessario dotarsi per ogni stativo di uno snodo per ombrelli e flash a slitta, più un supporto hot shoe flash (hot shoe flash stand). Quest’ultimo potrebbe non essere necessario se avete deciso di prendere delle fotocellule con slitta hot shoe iso sopra e attacco a vite sotto.
Modificatori

Ho scelto di prendere 1 ombrello bianco e 1 softbox per poter sperimentare con tipi di luce diversa, ma nessuno vieta di prendere ad esempio 2 ombrelli. Volendo si potrebbe aggiungere anche 1 ombrello argentato, oppure prendere 1 ombrello 2 in uno sfoderabile, ma personalmente trovo decisamente più utile quello bianco, è davvero molto versatile e veloce da sistemare. Se fossi obbligato a prendere un solo modificatore, la mia scelta sarebbe sicuramente sull’ombrello traslucido bianco da 90-100 cm.
La scelta del softbox è risultata invece più complicata, perché esistono essenzialmente due diverse tipologie costruttive, e benché il risultato fotografico sia praticamente identico e siano entrambi ripiegabili, ognuna presenta vantaggi e svantaggi in termini di ergonomia. Quella che va per la maggiore sembra essere la versione che imita i softbox da studio, e due esempi sono il Lastolite Ezybox ed il Photoflex LiteDome. L’altra tipologia potrebbe essere descritta come un ombrello modificato per funzionare come softbox, e il rappresentante della categoria qui è sicuramente il Westcott Apollo Recessed Front da 28 pollici per flash hot-shoe. Senza entrare nei dettagli, avendoli provati entrambi, credo si possa riassumere la differenza tra i due tipi in termini pratici nel seguente modo: l’Ezybox rende molto più facile accedere alle impostazioni del flash ed è più compatto una volta chiuso, ma è decisamente meno facile da montare (ancora peggio il Photoflex); al contrario l’Apollo è molto semplice da montare e da sistemare sullo stativo, perché funziona appunto proprio come un ombrello, ma dato che il flash è contenuto al suo interno è più laborioso modificarne le impostazioni. La preferenza non può che essere soggettiva, ma in ogni caso è bene scegliere un modello di grandi dimensioni (almeno 60-70 cm di lato).
Griglie

Le griglie sono dei modificatori molto semplici ed efficaci. Hanno sulla luce un effetto simile allo snoot (facile da realizzare in casa), ovvero la costringono in un cerchio però con i bordi meno netti, digradanti. Esistono griglie con trame più o meno fitte e profondità diverse per ottenere un cerchio con area più o meno grande e contorno più o meno definito. Esistono varie soluzioni dedicate per i flash a slitta, cito una delle più economiche: Honeycomb Laser Grids.
Gelatine colorate
Le gelatine sono dei filtri colorati da applicare al flash. Sono indispensabili per far corrispondere la temperatura di questo con quella delle luci che illuminano lo sfondo oppure per creare effetti creativi e suggestivi. Non direi che sono una priorità per uno studio fotografico, ma visto il prezzo contenuto vale sicuramente la pena acquistarle. E’ possibile infatti richiedere per pochi euro i campioni alla Rosco, che fatalità calzano a pennello. Se vi interessa bilanciare accuratamente diverse sorgenti di luce, consiglio invece delle confezioni pretagliate secondo le dimensioni più comuni e con le gradazioni più utili, come queste: FlashGels.
Conclusioni
Con un po’ di pazienza e scegliendo oculatamente i prodotti dal rapporto qualità prezzo più conveniente dovrebbe essere possibile non superare la soglia dei 400 euro. L’attrezzatura a disposizione dovrebbe consentire di sperimentare liberamente in moltissime situazioni diverse. La limitazione più grande rispetto ad un kit professionale da studio è secondo me l’assenza di una luce pilota, da cui la necessità di procedere per tentativi. Volendo vedere il bicchiere mezzo pieno si potrebbe dire che questo d’altro canto obbliga a pensa un po’ di più al setup e alle regolazioni dei flash prima di scattare. Un’altra forte limitazione è la potenza ridotta che le piccole batterie stilo possono assicurare. Infine il tempo di ricarica dei flash hot shoe è abbastanza lungo e questo potrebbe far perdere l’attimo giusto. Considerando poi che esistono kit completi di luci da studio a partire da 600 euro, la scelta diventa abbastanza difficile ed occorre valutare attentamente i pro ed i contro dei due sistemi in modo da “investire” i propri risparmi nel modo migliore.

4 commenti
Feed dei commenti di questo articolo
10 febbraio 2010 a 18:11
Daniele
Ciao, visto che forse hai dovuto anche tu risolvere questo “problema”, dov’è che si possono recuperare i softbox della Westcott ad un prezzo ragionevole da rivenditori europei? Costi? Hai per caso dovuto adattare softbox standard per l’utilizzo con flash hot-shoe? Grazie e buone foto!
10 febbraio 2010 a 22:01
gianlucatristo
Ciao, il mio l’ho trovato su eBay, però da un privato dal Sud Africa che ne aveva solo uno in vendita. In effetti anche io ho avuto un po’ di difficoltà. Non mi risulta che ci siano importatori per l’Italia, ma è da un po’ che non mi informo al riguardo. Il bello dell’Apollo è proprio che non servono adattatori, si usano gli stessi snodi che si usano anche per gli ombrelli. Altro discorso invece per gli altri tipi di softbox. Gli Ezybox e i Litedome ad esempio hanno già incluso un anello di sostegno, e poi hanno bisogno di una staffa ad L per il fissaggio sullo stativo. La staffa serve per sostenere softbox e flash nella giusta posizione ed è universale per qualsiasi modello di flash in quanto regolabile. In genere le staffe hanno attacco hot shoe iso (non compatibile con Minolta/Sony, ma è un problemino facilmente risolvibile) e nel caso dei Litedome devono essere ordinate a parte.
11 febbraio 2010 a 16:22
Daniele
AH ok. Nel frattempo ho visto che la Creative Video in Inghilterra (www.creativevideo.co.uk) vende Westcott a dei prezzi tutto sommato ragionevoli…nel caso possa servire…
D
8 giugno 2010 a 23:19
Zio Geppetto
Complimenti per l’esposizione, rapida, scorrevole e sintetica, perchè non un articolo su meglio lasciar fare la trasformazione colori/bn alla macchina fotografica o meglio via software : vantaggi e svantaggi. In ogni modo bel sito e complimenti ancora.