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Qualche mese fa ho comprato due confezioni di batterie ricaricabili che erano in offerta in una nota catena di elettronica di consumo. Il prezzo era in effetti molto interessante, ma ho capito solo dopo qualche settimana il motivo. Si tratta di batterie Ni-MH considerate ormai superate dall’ultimissima tecnologia introdotta da Sanyo (Eneloop) e riprodotta dalle altre case come Sony, UniRoss, Panasonic, Duracell, …
Gli accumulatori di energia sono destinati a ricoprire un ruolo sempre più importante negli apparecchi tecnologici, di conseguenza la loro evoluzione prosegue inarrestabile. Osservando l’evoluzione delle batterie per l’uso domestico possiamo vedere come dalle comuni usa e getta ci siano stati dei passaggi tecnologici fondamentali:
Le pile Nichel-Cadmio (Ni-Cd) per prime con una durata di ben 1500 cicli carica/scarica ci hanno fatto apprezzare il vantaggio economico delle ricaricabili, a scapito però di una durata non sempre all’altezza delle migliori alcaline, un fastidiosissimo effetto memoria ed una pericolosità intrinseca dovuta alle sostanze di cui erano composte.
Mentre per telefonini ed alti apparecchi di elettronica molto esigenti dal punto di vista energetico si imponeva la tecnologia agli ioni di litio, per le più comuni e meno sofisticate baterie stilo si è passati al Nichel-MetalloIdruro (Ni-MH). Ne è seguita un’escalation esponenziale nella capacità di immagazzinare energia, dai 600 mAh fino agli attuali 2650 mAh, ovvero una maggior durata di esercizio per carica. Di pari passo però è corrisposta una sempre minor durata di ritenzione della carica in condizioni di non utilizzo, ovvero il fenomeno noto come auto scarica. Rispetto alle loro pregenitrici inoltre queste ricaricabili sopportano molti meno cicli carica/scarica (circa 500) e mantengono il noioso effetto memoria.
Le batterie che ho comprato in offerta sono infatti delle batterie stilo AA (R6) Ni-MH da 2650 mAh ed in effetti queste, dal momento in cui vengono tolte dal carica batterie, iniziano a scaricarsi inesorabilmente giorno dopo giorno anche se non utilizzate. Avevo già notato questa tendenza con delle altre batterie, sempre Ni-MH da 2100 mAh, ma non mi era ancora successo di trovarmi in panne con entrambi i miei due flash dopo appena un mese dalla carica.
Fortunatamente è in commercio (da tempo ormai) una nuova generazione di accumulatori Low Self Discharge Ni-MH che grazie ad un perfezionamento delle componenti interne risolvono gran parte dei problemi appena visti. Attualmente queste batterie sono in grado di fornire un amperaggio a piena carica leggermente inferiore delle vecchie Ni-MH (2200 mAh contro 2650 mAh). In compenso vengono vendute pronte all’uso (anche se non completamente cariche), sono compatibili con i vecchi carica batterie ed hanno una vita di circa 500-1000 cicli carica/scarica (dipende dal modello), funzionano anche a basse temperature, non risentono dell’effetto memoria, ma soprattutto ritengono l’85% dell’energia a distanza di un anno dalla carica.
A dimostrazione di quanto siano valide queste nuove LSD Ni-MH, vengono utilizzate anche per prodotti tecnologicamente all’avanguardia come le biciclette elettriche a recupero di energia.

Quale comprare dunque? Dalle diverse recensioni disponibili in rete si vede come le diverse marche propongano prodotti con tecnologia LSD Ni-MH molto simili tra loro per quanto riguarda amperaggi e tempi di auto-scarica. Tra le più valide ci sono sicuramente le Sanyo Eneloop, UniRoss Hybrio e Panasonic Infinium. Un’informazione latente nei vari test invece è il numero di cicli garantiti. Ad esempio le prime UniRoss (in questo momento ancora in commercio nelle catene distributrici in Italia) hanno prestazioni leggermente migliori delle Sanyo (2100 mAh contro 2000 mAh), ma garantiscono solo 500 cicli carica/scarica contro i 1000 delle Eneloop. Scegliere cosa sia più importante tra i due fattori è soggettivo, ma è opportuno considerare entrambi, unitamente ovviamente al prezzo e alla reperibilità. Ad ogni modo sul sito della UniRoss si può trovare un nuovo prodotto chiamato Multi Usage + sempre con tecnologia Hybrio, ma questa volta con durata di 1000 cicli.

1 commento
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8 gennaio 2010 a 1:28
Lo studio fotografico portatile ed economico « Gianluca Tristo
[...] procurarsi almeno un pacco di batterie ricaricabili per ogni flash, preferibilmente del tipo Low Self Discharge Ni-MH, e di un buon carica batterie rapido, visto che il numero di batterie da ricaricare è [...]